Gli raccontò l’unico ricordo che aveva di lei. Erano in centro insieme, un giorno d’inverno. C’era la neve tra il marciapiede e la strada. Aveva appena imparato a leggere l’ora: guardò in alto verso l’orologio dell’Ufficio postale e si rese conto che stava per incominciare lo sceneggiato radiofonico che tutti i giorni lei e sua madre ascoltavano. Era preoccupatissima, non perché si stava perdendo la storia, ma perché si domandava cosa sarebbe successo alle persone della vicenda, con la radio spenta, se lei e sua madre non l’accendevano. Era più di una semplice preoccupazione, era autentico orrore, al pensiero di come le cose possano andare perdute, possano non accadere, in virtù di un’assenza fortuita o del caso.