Dario Voltolini, Il cespuglio, 2026

È un movimento che si lascia alle spalle oggetti, materiali, tessuti, molecole, atomi e si immerge continuamente verso questo centro che a un certo punto viene da chiedersi se non sia una mera astrazione, un punto geometrico inattingibile e senza dimensioni, giacché a questo porta l’immaginazione, a immaginare cose che non hanno dimensioni, che possono fregarsene dello spazio, quindi, come ciò che è eterno se ne frega del tempo. Dunque adesso immagina un cilindro, ad esempio un tronco di palo santo senza radici e senza rami, segato e steso a terra. Immaginalo come un cilindro il meno storto possibile e veditelo rotolare, ok? Ora, non concentrarti su dove questo rotolamento lo porta, ma sul rotolamento in sé, come se fosse lì che gira su uno spiedo. Bene: la sua superficie esterna compie dei giri. Adesso la pialliamo via tutta quanta, diciamo per lo spessore di un centimetro. La superficie che ora il palo santo espone non la vedevamo prima, perché era sotto la scorza che abbiamo tolto. Ma evidentemente pure questa girava, attaccata alla scorza che non c’è più, che noi con violenza abbiamo tolto, noi nel senso di quelli che possono usare le pialle, che addirittura le hanno inventate e che – qualcosa mi dice – hanno segato il palo santo riducendolo a questo cilindro. Non resta che ripetere la stessa operazione e fare le medesime considerazioni, piallando via e osservando, piallando via e osservando: ogni volta la superficie esposta ruota e ruotava anche quando non era esposta. E così via e così via fino a quando l’immaginazione te lo permette. E poi, quando non se ne può più e ciò che resta del tronco è un palo, poi un palo più sottile, un lungo bastoncino, un filo di legno e a ogni giro scivola via prima dal visibile a occhio nudo, poi dal visibile a occhio vestito, poi dall’immaginabile e ancora oltre, resta questo pensiero di qualcosa che sta comunque sotto la superficie e ruota solidale a essa e contiene qualcosa sotto di lei che ruota solidale a lei e a quella sopra e a quella sotto e già così faceva all’inizio, quando tutto era un tronco e la pialla non si era ancora presentata.