Werner Jaeger, Paideia, 1933

L’elemento decisivo è, nei Sofisti, l’idea consapevole della cultura come tale. Se rivolgiamo indietro lo sguardo sulla via percorsa dallo spirito greco da Omero sino al periodo attico, tale idea non si presenta già come subitanea, sibbene quale frutto, storicamente necessario e maturo, di tutta quell’evoluzione. È l’espressione dello sforzo costante d’ogni creazione poetica e di tutto il lavorio dei pensatori della grecità verso una espressione normativa dell’idea dell’Uomo. Tale sforzo, di sua natura formativo, spingeva, soprattutto in un popolo così filosofico, alla progressiva consapevolezza dell’idea della cultura nel senso elevato in cui è qui intesa. Appare naturalissimo che tutte le precedenti creazioni dello spirito greco si collegassero per i Sofisti a quest’idea della cultura e si considerassero destinate a costituirne il contenuto. La virtù educativa delle opere dei poeti era sempre sussistita per il popolo greco. Il suo concentrarsi ad essenza della cultura si compì necessariamente nel momento in cui l’azione educativa consapevole (paideuein) si rivolse non più esclusivamente all’età puerile (pais), bensì con particolare intensità all’uomo in via di formazione, e sorse il pensiero che il cammino educativo dell’uomo non ha alcun limite superiore che possa esser fissato cronologicamente. Ora ecco ad un tratto una paideia anche dell’uomo adulto.