Antonio Ereditato, “Domenica”, 10 marzo 2013
Negli ultimi anni, sono stati condotti una serie di raffinatissimi esperimenti astrofisici che hanno studiato le leggere disuniformità della cosiddetta radiazione cosmica di fondo a microonde (CMB). Essa è il “suono fossile” del Big Bang suonato dalla grande quantità di fotoni prodotti nell'enorme esplosione iniziale e liberatisi nell'Universo solo 370mila anni dopo. Incrociando tali risultati con altre fondamentali osservazioni astronomiche sulle supernovae e sulla velocità delle galassie lontane, nonché con le nostre conoscenze di fisica delle particelle, si sono determinate molte delle caratteristiche del nostro Universo; la sua età, 13.7 miliardi di anni, la “piattezza” dello spazio che esso crea espandendosi, eccetera. Soprattutto, abbiamo ora la prova che la somma delle masse di tutte le galassie e del gas intergalattico ammonta a soltanto il 4% della massa-energia totale dell'Universo. Circa il 22% del budget appartiene a una forma di materia non visibile, quindi “oscura” e tuttora sconosciuta. Il rimanente 74% è addirittura totalmente mancante all'appello. Parliamo in questo caso di Energia Oscura. Anche dal punto di vista puramente filosofico, conoscere di cos'è fatto il 96% di tutto ciò che ci circonda è una domanda fondamentale, al pari del chiedersi di come tutto sia cominciato e di come finirà (se finirà...).