Thomas Ligotti, La cospirazione contro la razza umana, 2010

Michelstaedter non riuscì ad accettare un fatto straordinario nella vita dell’uomo: nessuno di noi può controllare ciò che è - una verità che estirpa ogni speranza, nel caso tu voglia essere un invincibile padrone di te stesso (la «persuasione») e non sottometterti a una vita che ti faccia rientrare nei limiti della sua irrealtà (la «rettorica», parola che Michelstaedter usa in maniera non convenzionale). Siamo definiti dai nostri limiti; senza di essi, non saremmo neanche dei funzionari nel grande spettacolo dell’esistenza cosciente. Più l’uomo progredisce verso una visione della specie che non ponga limiti alla coscienza, più si distanzia da ciò che fa di lui una persona tra le persone nella comunità umana. Secondo il punto di vista di Zapffe, una coscienza senza freni ci rivelerebbe la nostra falsità, sottoponendoci alle sofferenze di Pinocchio. Sono i limiti dell’individuo in quanto essere, non l’atto di superarli, a creare l’identità della persona e a preservare in essa l’illusione di essere speciale, non uno scherzo del destino, prodotto di cieche mutazioni.