Antonio Moresco, Lettera d’amore a Giacomo Leopardi, 2025

Persone che sanno o credono di sapere tutto, perennemente “disincantate”, veri e propri morti viventi che camminano, parlano, blaterano, dappertutto, nelle sedi istituzionali, negli studi televisivi… Ma non solo in alto, anche in basso… Basta guardarsi intorno, in questi anni, basta osservare i volti delle persone, nelle strade, sulle vetture delle metropolitane, sui treni, nei supermercati… Come è raro incontrare qualche volto che conservi una scintilla di gioiosa o di drammatica vita, che non sembri frustrato, incattivito, sconfitto, arreso. Tutti avvinghiati e uncinati ai loro smartphone come a un’ancora di salvezza, che non riescono a smettere di guardare e fissare neanche per un secondo, intere file di persone sedute nelle metropolitane in corsa lungo le gallerie buie e non uno che non sia incollato allo schermo del proprio smartphone, uomini, donne, giovani, vecchi, perfino bambini… non uno che parli con linguaggio umano con la persona che gli sta a fianco, che pianga, che si disperi, che si incazzi, che gridi, che rida, ma che rida davvero, non con quel sorrisino ebete che gli umani portano perennemente stampato sul volto e con il quale si fanno fotografare o si fotografano da sé, in questa epoca…