Ornela Vorpsi, Il paese dove non si muore mai, 2005

«Che la gramigna mi copra, questo è il testamento che ti lascio!»
E a questo punto viene sempre presa dai singhiozzi. Piange la sua morte, il giorno in cui io, ingrata come sono, lascerò la sua tomba coprirsi d’erba. Io mi stupisco un po’, perché sembra quasi (da come lo dice) che morirà solo lei. E quindi ribatto:
«Mamma, ma non ti commuovere così tanto sulla tua morte, non è che morirai solo tu e noialtri rimarremo sulla terra».