Mariano Croce, “Snaporaz”, 2 aprile 2026

Sessant’anni fa, in Psicoanalisi della guerra, Franco Fornari mostrava come la paura nei confronti dell’estraneo, che attraversa il bambino già nel suo ottavo mese di vita, si amplifica sino a farsi condizione psicotica, in cui domina la modalità primitiva della logica tribale. Nell’odierno cupio dissolvi geopolitico, il repertorio di funesti rimandi alla minaccia non fa che indurre la popolazione a prendere per vero quello che è il mero esito di una proiezione angosciosa, favorendo così quella propensione distruttiva verso l’esterno che, com’è noto, non solo non esclude, bensì presuppone la distruzione di sé.