Alejandro Zambra, Modi di tornare a casa, 2011

La scuola cambiò molto quando tornò la democrazia. Allora avevo appena compiuto tredici anni e cominciavo tardivamente a conoscere i miei compagni: figli di persone assassinate, torturate, scomparse. Anche figli di carnefici. Bambini ricchi, poveri, buoni, cattivi. Ricchi buoni, ricchi cattivi, poveri buoni, poveri cattivi. È assurdo metterla così, però ricordo di averci pensato più o meno in questo modo. Ricordo di aver pensato, senza orgoglio e senza autocommiserazione, che io non ero né ricco né povero, che non ero né buono né cattivo. Ma era difficile essere così: né buono né cattivo. Mi sembrava che, in fondo, significasse essere cattivo.