Riccardo Viale, “Domenica”, 29 agosto 2010

Il bambino, fin dalla nascita, sembra sviluppare una dimensione di giudizio morale in due modi.
Attraverso l'immedesimazione empatica negli altri, a cominciare dalla mamma, elabora il concetto di ciò che è bene e male. Ciò che fa male o bene a lui produce dolore e piacere nella mamma e ciò che fa male o bene alla mamma genera sofferenza e soddisfazione in lui, in un circolo virtuoso di rinforzo empatico.
Attraverso la propensione innata a rappresentare e seguire regole comportamentali, egli sviluppa un proprio codice di condotta. A casa e a scuola non ha difficoltà a introiettare, dopo un po’ di allenamento, le regole che gli vengono imposte da genitori e maestri.
Il bambino sembra un po’ kantiano per le regole e un po’ humiano per l’empatia.