Giuseppe O. Longo, La gerarchia di Ackermann, 1998

La fila di negozi eleganti, antichi, solidi, sordidi alcuni. In alto le case, vecchie, non alte, qualcuna cariata. Da restaurare. Mancano i soldi. I soldi ci sono. Li hanno le vecchie. Trieste è in mano alle vecchie, incredibile la quantità di soldi che hanno. Negozi, appartamenti. In affitto. Oppure vuoti. Li vendono con parsimonia, vendono un quartiere oggi, un altro fra due anni, tirano avanti così, in un'invisibile agiatezza. Golose. Paste, caffè, sigarette. Sepolto il marito amministrano sé stesse fino alla loro lontanissima morte.