Gianni Celati, Ultimi contemplatori, 1997
«Perché il Po è come una biscia che diventa matta» mi diceva qualche anno fa un vecchio signore solitario, incontrato su una lanca sull'isola Serafini, nei dintorni di Piacenza. E lo stesso signore mi ha anche detto, col solito umore stravagante di queste zone, che lui personalmente si considerava un tarabusino, cioè un uccello che si nasconde nei canneti e nelle lanche. Voleva dire che, come vecchio pensionato, non trovava nessun posto dove andare per sentirsi a proprio agio, dunque veniva a rifugiarsi spesso in riva al fiume. Ma la sua idea che il Po sia come una biscia che impazzisce quando è bloccata nei suoi movimenti naturali, mi fa pensare che dalle nostre parti l’immagine della natura sia sempre stata molto diversa da quella di altri Paesi: cioè non legata alla vegetazione, bensì soltanto alla turbolenza delle acque.