Yasmina Reza, Babilonia, 2016

Non posso perdonare a quella stronza di Anicé di aver disprezzato il centrino. Se ci penso non dormo la notte. «Com’era gentile sua madre!» credendo di farmi piacere. O di farmi sentire in colpa. Mia madre era tutto fuorché gentile. Non si poteva proprio parlare di lei in questi termini. Con la scusa della morte si fa perdere alle persone la loro sostanza elementare. Invece mi avrebbe fatto piacere che quella stronza accettasse il centrino intenerita, che lo mettesse premurosamente nella borsa, che lo trattasse, almeno per quei pochi secondi di commiato, come un oggetto caro. L’ha buttato nel primo cestino della spazzatura. E io avrei fatto lo stesso. Ma nessuno lo avrebbe sospettato.