Marc Raboy, Marconi. L’uomo che ha connesso il mondo, 2016

Marconi era commosso per l’accoglienza. Dopo gli anni di preparazione all’esperimento di trasmissione attraverso l’Atlantico, le tensioni legali e politiche affrontate a St. John’s e a Ottawa, le pressioni di Londra e della stampa tecnica, finalmente poteva godersi l’apprezzamento dei più grandi tra i suoi colleghi. Quando si alzò a parlare fu «con una modestia quasi pari alla timidezza». Raccontò la lunga serie di fallimenti che aveva portato al successo finale, riconoscendo di essersi soltanto basato sulle scoperte di scienziati venuti prima di lui. La cosa sorprendente di questi riconoscimenti era che la storia del suo trionfo a Terranova si basava esclusivamente sulla sua parola. In un editoriale, il “New York Times” scrisse: «Nella storia della scienza, ben pochi grandi fatti sono stati accettati con tanta indiscussa fiducia, basata sulle asserzioni di una persona nota per essere tutt’altro che disinteressata». Marconi era ormai uno dei nomi di cui ci si fidava di più al mondo.